24 febbraio 2005
Un delirio chiamato "Footloose"
(Repubblica - Genova)
Più di mille in delirio martedì sera
In nome di Mediaset, di Maria De Filippi e della danza hanno sfidato
neve e gelo, indossato l'abbigliamento giusto, sottratto il divano
ai genitori. Erano più di mille in delirio, martedì
sera, al Genovese i ragazzi tra i 12 e i 18 anni ad acclamare
i beniamini televisivi di "Amici", portati in teatro
per la rivisitazione in musical di Footloose. La maggior parte
ha prenotato già a ottobre, e l'80% dei biglietti è
stato venduto via internet, un vero record. Lo spettacolo, in
realtà, è una parte marginale dell´evento,
che il suo centro ce l'ha nella passerella dei fans e nell'assedio
a palco e camerini.
«Mai vista una cosa del genere - dicono al Politeama - questo pubblico a teatro
non c'era forse mai venuto». E infatti sono molte le madri
che nel pomeriggio hanno chiamato chiedendo informazioni su come
arrivare, dove posteggiare, quale vestito mettersi. Un problema,
quest'ultimo, che non toccava i loro figli. Per questa prima niente
pellicce né capi d'alta moda. Gli abiti d'ordinanza sono
felpe di tre taglie in più e pantaloni a cavallo basso,
minigonne ridotte all'inguine e improbabili calze a righe colorate.
E nel foyer si scatena la caccia ai volti conosciuti della tv,
tutt'altro che facile viste le ferree regole dell'organizzazione
nel "concedere" i ragazzi del cast. All'inizio dello
show tutto si quieta. I fans prendono posto, nessuno rimane in
piedi. I beniamini, d'altra parte, sono abituati a vederli da
seduti, davanti a uno schermo. Vent'anni dopo l'uscita del film,
la storia d'amore, danza e gioventù di Footloose, non sembra
non aver perso il suo smalto. «Il pubblico di Genova è
sveglio - dice dopo la prima Leon Cino, ventiduenne di Tirana
che in scena riveste il ruolo principale - qui ridono al momento
giusto, e seguono il ritmo dello spettacolo».
A metà serata accade l'imprevisto. Samanta Fantauzzi, protagonista femminile,
sviene nell'intervallo a causa di una brutta influenza. Al rientro
sul palco la platea se ne accorge, ma dopo un secondo applaude
già la "riserva". D'altra parte, questa è
la loro serata, niente la può rovinare. «Questo è
il nostro tempo per danzare, il nostro modo per festeggiare la
vita», dice Leon nel musical.
La loro vita, al di sotto del palco, i tv-fans la festeggiano invece guardando danzare
gli altri, sognando di diventare come loro. Forse è per
questo che i genitori li hanno accompagnati: per farglielo toccare,
quel sogno. Qualcuno, nella serata del gelo infernale, si è
fatto ore di coda al ritorno per tornare a Novi, Vado o Savona,
qualcuno ha firmato giustificazioni per l'assenza a scuola del
giorno dopo, qualcuno ha aspettato fino a mezzanotte e mezza che
il sogno tornasse in tv. A fine spettacolo l'assalto ai camerini
dura un'ora, con magliette, fotografie, e persino mutande e reggiseni
che spuntano tra le teste in cerca di un autografo.
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